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Posted on Author Taran Posted in Multimedia

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I dipinti, a cui ci stavamo abituando, sono cambiati. Ci osservano, si muovono, hanno una voce. Neri, rossi, scarabocchiati, ingannevoli, malvagi, con un solo occhio al centro della tela o senza faccia. Hanno una sola cosa in comune.

Farci del male. Passi, tonfi, scricchiolii. Siamo sicuri che nessuno ci stia seguendo. Finché il ritratto della donna in rosso non casca dalla parete.

La maledizione della Rosa Potrebbe essere tutto un brutto sogno. Ma la posta in gioco comincia a diventare alta. La rubiamo dal vaso e prendiamo atto di aver lasciato al suo posto qualcosa di più importante: la nostra anima.

La nostra vita da bambina. Quali saranno le conseguenze? Se la rosa marcirà, resteremo per sempre nel museo maledetto. E il pittore, il suo fantasma, la sua fantasia potrà giocare con noi, come un tempo faceva tra pennelli e colori.

Se Guertena vuole catturarci, non siamo il suo unico obiettivo. Presto, incontriamo Garry. Chi è? Siamo portati a pensare un altro visitatore, il solo che come noi è stato inghiottito dal Mondo Fabbricato. Dentro c'era l'"Uccello della Felicità".

Ogni scatola era più piccola della precedente.

Ma era troppo piccolo, ed era troppo tardi. L'uccellino era morto da molto. Aveva incontrato il suo destino sanguinoso. Sulla penultima pagina del quadernetto è scritto qualcosa, ma gran parte di essa era stata strappata, quindi era illeggibile. È il mese di luglio. Finito il racconto, Jennifer si rende conto che nelle sue vicinanze c'è Eleanor, insieme alla sua gabbia vuota, che seppure impassibile come sempre, mostra un evidente stato di inquietudine.

Esce anche Jennifer, che sente le voci di Diana e Meg, impegnate in una discussione, e le ascolta di nascosto. Le due bambine, chiaramente agitate, decidono di darsi appuntamento nel loro posto segreto e corrono via, lasciando cadere ai loro piedi una piuma rossa. Jennifer la raccoglie, e chiede a Brown di fiutarne le tracce, che subito corre verso una direzione. Jennifer giunge nell'area passeggeri, tutta ricoperta di piume rosse al suolo, che proseguivano verso una meta precisa.

La scia di piume la conduce verso un bagno. Entrano nel bagno Diana e Meg, che divertite, prendono a sparlare probabilmente di Eleanor. Il discorso lascia intendere che sono state Diana e Meg a prendere il canarino di Eleanor, poi si dileguano.

Jennifer esce a sua volta, ma incrocia proprio Diana e Meg, probabilmente accortesi di essere stare spiate, e danno a Jennifer l'ordine di trovare l'uccellino "smarrito" di Eleanor. Jennifer esamina le varie stanze del settore, e in una di esse trova una grossa scatola, con una serratura a combinazione. Jennifer inserisce il codice trovato su di un foglio accanto ad esso, e l'apre, ma dentro trova una scatola più piccola, con un'altra combinazione.

Poco a poco, Jennifer cerca gli altri indizi e decodifica gli enigmi su di essi, la cui soluzione corrisponde al codice numerico delle scatole, tutte una più piccola dell'altra, fino a quando non trova l'uccellino in questione, avvolto negli indumenti di Eleanor, che come preannunciato dal tragico epilogo della favola letta in precedenza, è ormai morto. In quell'istante fa irruzione Eleanor, e Jennifer, prontamente, assicura Eleanor che lei non ha fatto nulla.

Spiata da Diana e Meg, nascoste dietro la soglia, Eleanor si limita a prendere la carcassa dell'uccellino e scaraventarlo in gabbia, poi si reca all'offertorio, dove su di esso è affisso un manifesto in cui l'offerta del mese era un uccellino rosso, e senza tanti complimenti, getta l'uccellino all'interno di esso, poi si ritira insieme a Diana e Meg nell'area riservata agli aristocratici.

Jennifer e Brown si risvegliano nella stanza dove avevano incontrato Eleanor all'inizio, e sopra un divano, accanto ai vestiti della bambina, trovano il pezzo mancante del quadernetto nel quale era scritta la favola sul quale è scritto Morale: La felicità eterna. Ricongiunge il pezzo al resto del racconto e lo rilegge fino ad arrivare al finale, dove l'ultimo foglio recita: Morale: La felicità eterna è una beffa.

Mossa da qualcosa, Jennifer scrive su di una lavagna ai piedi del Cavaliere Secchio la frase eterno, in modo da potersene ricordare. Capitolo quinto: La principessa sirena[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di agosto. Ma per anni, il suo amore non fu corrisposto.

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Presto, lei divenne vecchia e decrepita, tutta sola persino nel giorno della sua morte. La povera, povera principessa del Regno del Mare. E anche in questo caso, l'ultima pagina è strappata. Quando Jennifer finisce di leggere la favola, si accorge di essere in una delle stanze riservate agli ospiti, e nelle vicinanze si trova Diana, che in stato di evidente nervosismo colpisce ripetutamente una parete con un manico di scopa. A turbare la ragazzina è la scomparsa della carpa koi del signor Hoffman, che avrebbe suscitato l'ira dell'uomo.

Come sempre, Diana si rivolge aspramente nei confronti di Jennifer, dicendole che dovrebbe mettersi a cercare la sua cosa preziosa, poi se ne va. Jennifer esce dalla stanza e si reca all'offertorio, dove di fronte ad esso c'è Oliva in lacrime, perché non sa come procurarsi una sirena nubile, che è l'offerta richiesta del mese.

Jennifer si reca al piano inferiore, dove scorge Eleanor e Meg, mentre discutono in disparte. Meg osserva che Diana sembrava molto più turbata del dovuto per la scomparsa del pesce. Eleanor dal suo canto, dice che dovevano farlo, visto che non esisteva nulla di più simile ad una sirena, quindi Meg concorda con Eleanor, che quando Jennifer si avvicina, le suggerisce di mettersi al più presto sulle ricerche della sirena, prima che la trovi Diana, e lascia l'area insieme a Meg.

Jennifer recupera una scaglia di pesce dal pavimento in cui sostavano le bambine, e la fa annusare a Brown, che ne fiuta le tracce. Seguendo la pista, Jennifer scorge Clara, l'addetta infermiera dell'orfanotrofio, che evidentemente turbata segue il signor Hoffman.

Jennifer scende nella parte più bassa del dirigibile e tra delle casse trova una mannaia e una testa di pesce, la carpa koi del signor Hoffman. Jennifer utilizza la testa del pesce come traccia per Brown, che conduce la ragazza oltre una sala macchine, nella quale trova la parte inferiore di una bambola di pezza.

Le tracce della bambola conducono in una stanza appartata, denominata la Stanza della Sirena dove Hoffman sta facendo qualcosa d'imprecisato a Clara, che giace in un letto. Jennifer entra nella stanza e si avvicina al letto, mentre Brown inizia a ringhiare, e dalle lenzuola emerge Clara, con il corpo sfigurato e le gambe completamente avvolte in una corda che la tiene sospesa al soffitto, e attacca Jennifer.

Neutralizzata la "sirena", questa lancia grida di dolore e precipita, e una bambola di pezza con una coda di pesce cade sul letto, e Jennifer la raccoglie. Intanto, il signor Hoffman si arrabbia con Diana, ritenendola responsabile della scomparsa della carpa, poi accarezzandola in modo ambiguo, cerca di farsi spiegare cosa è accaduto, ma Diana non parla, quindi il vecchio se ne va. La ragazzina si scrolla le spalle disgustata dal tocco di Hoffman, poi guarda furiosamente Jennifer, in possesso della bambola, e la crede responsabile per il suo immeritato rimprovero, quindi prende la bambola e la getta nel acquario della carpa, poi intinge uno strofinaccio e si precipita su Jennifer.

Jennifer si risveglia, e nella bambola dell'acquario trova il pezzo mancante della favola, lo ricongiunge al quadernetto e lo rilegge. L'ultima pagina reca una frase che recita: Sono tua, anche nella morte. Jennifer scrive la parola Sono tua sulla lavagnetta ai piedi del Cavaliere Secchio. Jennifer si risveglia nella stanza buia, ma a parte lei non c'è nessuno, quindi cerca di uscirne e apre la porta, ma quando si volta indietro, qualcuno alle sue spalle l'afferra e la tira a sé.

Capitolo sesto: Le sorelle Capra[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di settembre. Jennifer prende l'ultimo quadernetto dalla stanza dove la osserva il bambino, intitolato Le sorelle Capra e lo legge: La sorellina scrisse una lettera, beeh, beeh.

La sorella più grande li fece a brandelli, beeh, beeh. La sorellina voleva che la sorella più grande leggesse la lettere, quindi la prese dal suo stomaco. Beeh, beeh. Ma l'ultima pagina risulta mancante.

Appena Jennifer finisce di leggere la storia, nota che Meg è nello stesso luogo, seduta in un angolo con l'aria pensierosa, che cerca di ricordare dove abbia messo un oggetto per lei importante, e s'incammina nella sua ricerca. Sulla sedia dove prima era seduta Meg, Jennifer nota la sua matita e la raccoglie, poi, nota al fianco della sedia un grosso sacco sorretto da alcune funi, nel quale si sta divincolando qualcosa.

Jennifer si mobilita per capire cosa accade quindi, fa fiutare la matita a Brown, che segue la traccia. Giunge in una stiva, dove Brown ad un certo punto perde la traccia, ma Jennifer trova per terra un foglio del quadernetto di Meg.

Jennifer si avvale dunque di questo foglio, e mette Brown sulle tracce del nuovo odore. Jennifer ripercorre il suo cammino, e sul pavimento trova un altro foglio del quadernetto di Meg. Le tracce di quest'altro foglio conducono fino ad una cella frigorifera nel quale Jennifer trova un pupazzo di neve, sotto il quale trova un pezzo di una lettera d'amore da parte di Meg nei confronti di Diana, che recita Oh, Diana, Diana, ti amo con tutto il mio cuore.

Raggiunge un altro deposito, dove Diana ed Eleanor parlano tra di loro, e Jennifer, nascosta, ascolta la loro conversazione. Diana spiega che non sopporta il modo in cui Meg la segua sempre dappertutto. Eleanor confida dal suo canto che sa che Meg le stava scrivendo una lettera d'amore, e Diana le spiega prontamente di avercela già, e di averla strappata a metà, cercando invano, di farla mangiare ad una capra, chiede ad Eleanor cosa fare con la metà che le è rimasta.

A quel punto Jennifer si avvicina, e Diana le assegna un compito, raccomandandole proprio di trovare la parte mancante della lettera, e gli porge un pezzo in suo possesso.

Sconfitte le due creature, Jennifer rivolge la sua attenzione verso un grosso orologio a pendolo, nel quale giace una capra morta, con il resto della lettera accanto alla sua carcassa. In quel momento fanno irruzione Diana ed Eleanor, che squadrano Jennifer malignamente, ed esortano Meg a raggiungerla, lasciandole intendere che la lettera sia stata rubata e distrutta da Jennifer.

Naturalmente, Meg crede alle sue due amiche senza riserve e scoppia in lacrime, poi le tre perfide aristocratiche la puniscono ingiustamente, rinchiudendola in un sacco di cipolle a chiusura ermetica, dove a turno gli altri bambini gettano insetti e sudiciume vario. Jennifer e Brown si risvegliano nella stiva dove si trovava il grosso sacco penzolante all'inizio. Vicino a lei trova un pupazzo logoro a forma di capra, ed un pezzo di carta sotto di essa, dove è scritta la parte mancante della favola, nel quale è scritto Persino il vero amore La pagina finale, ricostituita, reca la morale della favola: Persino il "vero amore" viene rapidamente disintegrato dal conflitto.

Quindi Jennifer ha un nuovo sentore, ed annota la frase vero amore sulla lavagnetta ai piedi del Cavaliere Secchio. Capitolo settimo: La casa di pan di zenzero[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di giugno, ma il seguente episodio riguarda un flashback.

Jennifer viene portata via da Gregory, che l'adagia in un giardino circondato di rose, situato nei pressi dell'orfanotrofio, per poi andarsene. Jennifer si rialza, e si accorge che Brown non è con lei, quindi inizia a cercarlo.

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Nota che Gregory si sta incamminando verso una direzione, quindi lo segue, fino a raggiungere l'abitazione di Gregory, la cosiddetta Casa di pan di zenzero.

Jennifer entra nella casa, dove attraverso uno spiraglio, scorge Gregory seduto con le mani tra i capelli, probabilmente ubriaco, quindi prosegue oltre senza farsi notare per il corridoio, dove la porta di una stanza è sbarrata da alcune assi di legno.

Jennifer entra nella stanza accanto, scavalca la finestra e attraversa un ballatoio che reca un'altra finestra, attraverso la quale Jennifer giunge nella camera sbarrata dall'esterno. Tale camera, evidentemente chiusa da molto tempo, sembrava essere stata occupata da un bambino. Tra i giocattoli, Jennifer nota un articolo di giornale risalente al anno precedente, il 21 giugno del , dove si parla della sparizione di diversi bambini avvenuta nei pressi di una provincia inglese.

Jennifer prosegue verso le altre stanze, e giunge in un seminterrato, in un ripostiglio allestito come una camera, dove ad attenderla c'è Gregory, che sempre riferendosi a lei con il nome Joshua, le dice di andare a dormire, ed esce, rinchiudendola nella stanza. Jennifer si guarda intorno, e accatastate tra la biancheria sporca nota una serie di lettere indirizzate a questo Joshua dalla bambina di nome Wendy, nelle quali spiega di amarlo e di essere disposta a fare tutto per lui, e che giura infine eterno, amore vero, sono tua.

Jennifer continua a cercare nella stanza, e nel tentativo di aprire un armadio fa cadere a terra un orsacchiotto di pezza, in qualche modo familiare a lei. In quell'istante, dal insula del seminterrato appare Wendy, intenta a liberarla, che le dice di aspettare un attimo.

Jennifer fa per issarsi sul letto ma ad un certo punto, nota che sotto le lenzuola sono stati disposti gli indumenti di un bambino, probabilmente, il cosiddetto Joshua.

Infine, Jennifer nota appeso al muro un vecchio articolo di giornale che parla dell'incidente di un dirigibile avvenuto il 23 giugno del , in circostanze misteriose.

Jennifer si sveglia nuovamente nella stanza strana del dirigibile, ed il bambino, Joshua, le suggerisce di andare da Amanda. Capitolo ottavo: La principessa di pezza[ modifica modifica wikitesto ] È il mese di ottobre.

Jennifer si ritrova fuori all'offertorio, e nota su di esso un manifesto che comunica la scomparsa di Joshua, un orsetto peluche, e che va ritrovato al più presto. Inoltre colui che ritroverà l'orsetto riceverà un pastello rosso, e sarà ammesso al club degli aristocratici.

Poco dopo riappare Brown, che si ricongiunge affettuosamente a Jennifer, quindi i due si mettono alla ricerca del suddetto pupazzo. Lungo il cammino, incrociano Gregory, che lascia a Jennifer un'altra storia, intitolata La principessa stracciona, e la legge: C'era una volta, una ragazza che cuciva stracci, giorno dopo giorno. Le sorellastre andarono al ballo. Nessuna ragazza che puzzava sarebbe stata ammessa al ballo.

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