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Inquinamento gas di scarico auto

Posted on Author Tojakree Posted in Ufficio

' uso smoderato dell'. Tale processo provoca l'emissione di una serie di gas che vengono espulsi dal motore e Ma che cosa esce dai tubi di scarico delle nostre automobili? La principale fonte di inquinamento è costituita dalla combustione di. I principali gas inquinanti immessi dai motori a combustione interna in i sistemi di scarico di ultima generazione (Euro4, Euro5 per le auto di. Inquinamento auto: che cos'è e quali sono gli effetti. L'inquinamento dei veicoli a motore è attribuito principalmente ai gas di scarico che essi.

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Le emissioni di sostanze nocive o in grado di influenzare negativamente il clima vanno ridotte al minimo. Alle industrie, alle centrali termoelettriche e ai sistemi di riscaldamento delle abitazioni, come fonti di inquinamento si aggiungono i veicoli a motore. E la loro densità nelle grandi città è addirittura impressionante.

Cosa fuoriesce dallo scarico Teoricamente un motore alimentato con una miscela di aria e carburante avente una dosatura chimicamente corretta non dovrebbe emettere allo scarico altro che acqua allo stato di vapore , anidride carbonica e azoto.

La quantità di inquinanti emessa dallo scarico di ogni singolo veicolo oggi è molto inferiore, rispetto a pochi anni fa soltanto. Occorre tener presente che, anche se complessivamente la miscela ha una dosatura corretta, non è detto che il carburante sia distribuito uniformemente in seno alla massa gassosa.

Avvia il configuratore Ma attenzione: per avere più autonomia, le vetture elettriche si affidano a batterie sempre più grandi, prodotte quindi con un maggiore impatto ambientale. Buona parte della corrente deriva da combustibili fossili per esempio da centrali a carbone.

I danni ambientali sono dunque gli stessi sia per le auto elettriche che per i modelli a diesel o a benzina. Tutto dipende dal chilometraggio medio del conducente e dal tipo di corrente elettrica utilizzata per la ricarica. Il problema maggiore, per le auto elettriche, è produrre in modo ecosostenibile gli organi di trasmissione e la batteria.

Il motore contiene terre rare come neodimio e disprosio, presenti in natura solo in quantità limitate. Notevole, infine, il fenomeno legato al peso del CO, che è maggiore dell'aria; esso infatti tende a stratificarsi al suolo mettendo maggiormente a rischio le vie respiratorie dei più piccoli umani o animali che siano.

Idrocarburi incombusti HC Gli idrocarburi incombusti sono composti chimici costituiti da carbonio C e idrogeno H. Sono presenti nel petrolio, nel gas metano e nel carbone, in grandi quantità. Hanno - questo il loro "segreto" - la funzione di veri e propri "contenitori di energia", quella che si sprigiona quando i combustibili vengono bruciati.

Il problema più grave sta nel fatto che alcuni composti a base di idrocarburi sono cancerogeni.

Gli idrocarburi incombusti dalla tossicità più elevata appartengono in maggioranza alla famiglia degli "aromatici", come il benzene. Si tratta di una sostanza che viene assorbita nel sangue attraverso la respirazione e che, come confermano studi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità , ha elevate proprietà cancerogene e favorisce l'insorgere di malattie ematologiche gravi, come la leucemia.

Tra questi il più tossico, dannoso anche a concentrazioni modeste, risulta il benzopirene , peraltro presente anche nel fumo delle sigarette.

La principale fonte di inquinamento è costituita dalla combustione di combustibili fossili carbone e derivati del petrolio nei quali lo zolfo è presente come impurità.

Quattroruote sottolinea come tutte e tre le auto in prova abbiano fatto registrare emissioni di gran lunga inferiori ai limiti consentiti non solo su strada, ma pure in laboratorio. E' una situazione ben diversa da quella che si verifica con le diesel sviluppate prima dell'avvento dei test RDE che provate su strada fanno tipicamente registrare elevati valori di NOx.

In dettaglio la Mercedes A d ha fatto registrare 4,41 milligrammi al km di NOx nel test su strada e 3,4 microgrammi al metro cubo di polveri sottili a fronte di limiti di omologazione che sono rispettivamente di milligrammi al km e microgrammi al metro cubo nel caso dei test su strada e di 80 milligrammi al km e microgrammi al metro cubo fissati come limiti nei ben più severi test in laboratorio.


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