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Scarico abusivo acque reflue domestiche

Posted on Author Kelar Posted in Ufficio

Ragione per la quale si configura come illecito amministrativo lo. Il reato di scarico delle acque reflue enucleato dall'art. acque reflue industriali e le acque reflue domestiche e fondando tale distinzione sul ab origine di qualsivoglia autorizzazione, e quelle abusivamente sopravvenute. per cui occorresse distinguere l'attività di scarico di acque reflue, da quella di disciplina della acque domestiche purchè aventi caratteristiche ad esse equivalenti. fossero scaricati abusivamente reflui altamente inquinanti, in quantità. Lo scarico delle acque reflue richiede apposita autorizzazione e il rispetto della normativa. in quanto lo scarico senza autorizzazione integra il reato di scarico abusivo. Acque Autorizzazione scarico acque reflue domestiche in fognatura.

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La norma infatti individua una serie di condotte concernenti lo sversamento di acque di scarico e le qualifica, al ricorrere dei presupposti normativamente richiesti, come penalmente rilevanti e, pertanto, meritevoli di apposita sanzione penale.

Pare necessario rendere conto immediatamente di come la fattispecie incrimini esclusivamente condotte che incidano sulla mala gestio di un tipo particolare di acque reflue; ovverosia quelle industriali.

Alla prima posizione ideologica facevano coloro i quali ritenevano come nella categoria delle acque reflue industriali dovessero ricomprendersi tutti i residui idrici provenienti da impianti destinati, attivamente e finalisticamente, allo svolgimento di attività produttive e commerciali, attribuendo pertanto prevalenza al tipo di attività da cui originavano e pervenivano gli scarichi idrici reflui. A livello legislativo, interveniva infine il d.

Con il d. Pur non potendo infatti ritenersi come propria, la norma rende penalmente rilevanti le condotte solo del soggetto che ha un effettivo potere di gestione ed intervento sullo scarico idrico, rendendo assai difficoltoso immaginare un intervento comune a chiunque sullo scarico stesso, ai fini della integrazione della fattispecie incriminatrice. Una distinzione dogmaticamente importante, effettuata dalla dottrina, risulta essere tra due gruppi di condotte: quelle abusivamente originarie, che involgono tutte le condotte di scarico delle acque reflue industriali mai autorizzate da parte della autorità amministrativa competente in tale campo e dunque svolte in assenza ab origine di qualsivoglia autorizzazione, e quelle abusivamente sopravvenute, originariamente svolte in presenza di un atto autorizzativo regolarmente richiesto e rilasciato ma successivamente venuto meno, dunque sospeso o revocato.

Basti pensare ai periodi in cui la popolazione è stata colpita da epidemie di epatite, di colera e dissenteria, patologie direttamente collegate a una cattiva gestione dello scarico delle acque reflue domestiche fuori dalla fognatura.

A loro volta vengono classificate in acque nere provenienti da vasi igienici dei bagni , acque grigie provenienti da docce, vasche, lavabi e bidet dei bagni , acque saponate grasse da lavelli e lavastoviglie delle cucine , acque meteoriche provenienti dalle precipitazioni atmosferiche. La normativa tende a sottolineare la differenza rispetto alle acque reflue domestiche e, in particolare, alle acque nere.

Il criterio che le distingue dalle altre è, in particolare la qualità e la provenienza. Inoltre la relazione dovrà evidenziare la mancanza di pozzi per uso acquedottistico entro un raggio di metri dal punto in cui le acque di scarico entrano in contatto con il suolo o dell'eventuale sistema di sub-irrigazione. L'autorizzazione viene rilasciata con l'indicazione del rispetto delle prescrizioni di carattere generale e di eventuali prescrizioni particolari.

La durata dell'autorizzazione è di quattro anni decorrenti dalla data del rilascio; sono tacitamente rinnovate in assenza di modifiche qualitative e quantitative dello scarico rispetto a quanto autorizzato.

Le modifiche sostanziali dell'impianto autorizzato quali modifiche di destinazione, ampliamento o ristrutturazione dell'immobile, che comportino variazioni quali—quantitative dello scarico autorizzato, il sistema di trattamento delle acque reflue o il corpo recettore, devono essere espressamente autorizzate con un procedimento analogo a quello della prima autorizzazione.

Tutti i soggetti che utilizzano uno scarico di acque reflue domestiche fuori fognatura sono tenuti a conservare copia dell'atto d'autorizzazione ed a conoscerne e rispettarne le prescrizioni. Fongaro, Rv. Inoltre, come precisato dalla costante giurisprudenza di legittimità, il reato de quo è configurabile indipendentemente dalla circostanza che le emissioni superino i valori limite stabiliti, dovendosi fare invece riferimento alla presenza di emissioni comunque moleste ed inquinanti ex sé connaturate quindi alla natura formale del reato v.

III, n.


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